«…per raggiungere l'intuitività è propedeutico l'uso dei
simboli, perché, ogni simbolo offre all'occhio consapevole la
reminiscenza dell'idea posta a suo fondamento.»

Sarà, allora, utile riflettere su quest'azione propedeutica
rappresentata dall'interpretazione e l'uso dei simboli. Se è importante
per ogni aspirante al vero acquisire la capacità di scorgere
l'idea celata dai simboli, dal momento che ogni forma è l'espressione di
un'idea (così come lo è l'uomo), per ogni ricercatore è fondamentale
apprendere cosa ciò significhi – in particolare per coloro che si
muovono in ambiti prettamente simbolici quali la Massoneria. Essa,
infatti, rappresenta il contenitore simbolico più articolato allo scopo
di salvaguardare i principi che costituiscono il corpo degli Antichi
Misteri. Per svelare quanto è celato, bisogna rendersi strumenti adatti.
L'unico strumento che consente al metafisico di rendersi fisico, come
fatto vissuto nella coscienza e non teorizzato, è costituito da quel
mondo composito chiamato Psiche.
Cosa significa rendersi degli strumenti adatti?
Significa essenzialmente passare dall'irreale al reale. In altri termini risolvere il problema dell'Illusione.
Essa è la percezione deformata e frammentaria delle idee e della loro
interpretazione inadeguata. Non entrando nel merito dei tipi
d'Illusione, a cui l'uomo è soggetto, è importante dire che essi
differiscono in base alla focalizzazione coscienziale degli uomini.
Appare conseguente la necessità di disporre di una facoltà che sappia
dissipare, dissolvere e devitalizzare l'Illusione.
Questa facoltà consiste nello sviluppo dell'intuizione.
L'intuizione non è quella capacità di comprendere problemi
altrui, sapendo discernere tra situazioni e atteggiamenti; ciò è
prerogativa di ogni uomo che abbia una mente lucida e analitica, che sia
interessato a capire i problemi altrui.
Avere una visione, ascoltare la voce interiore o reagire compiaciuti ad un insegnamento, non è prova di attività intuitiva.
Non è psicologia intelligente, né amorevole desiderio di
porgere aiuto, fattori questi determinati dal rapporto tra una
personalità spiritualmente orientata e l'anima che ha coscienza di
gruppo.
Intuizione è quella comprensione sintetica che è prerogativa
del Sé superiore (l'anima) e si manifesta solo quando essa, dal proprio
livello si protende verso il Sé spirituale (la monade) e verso il Sé
inferiore (la personalità integrata e che sia, anche solo temporaneamente, coordinata ed unificata).
Ricorrendo alla metafora di un circuito elettrico,
dove l'interruttore costituisce la “porta” d'apertura e chiusura, che
determina il passaggio dell'energia nel circuito, se il completo dominio
dell'“interruttore” trova il suo compimento solo alla Terza Iniziazione
(reale e non simbolica), ciò che deve stimolare il nostro impegno a
lavorare a tale conseguimento sta nelle parole «anche solo
temporaneamente», riferite all'occasionale allineamento della personalità – determinato da una direzione mentale, da un orientamento emotivo e da una coordinazione fisica.
Quello dell'allineamento è un concetto assai
rilevante, sul quale non ci soffermiamo per ora. Basti sapere che
esistono dei metodi per ogni livello, mentale, emotivo e fisico, che
quando correttamente impiegati determinano il controllo del piano in
questione da parte del piano superiore (l'unico elemento che determina
la gerarchia tra piani, livelli o corpi, è soltanto il grado di
vibrazione dell'energia relativa).
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L'intuizione produce tre effetti: illuminazione, comprensione e amore.
L'illuminazione, intesa come “luce
dell'intelletto” (la chiara visione), consente un riconoscimento
interiore, non teorico, ma come fatto acquisito nella propria
esperienza, della propria identificazione con quella che possiamo
definire la «natura archetipa» del mondo delle idee. Implica attivazione
e vibrazione delle cellule cerebrali attorno alla ghiandola pineale,
prima assopite, che rispondono per simpatia alla luce dell'intuizione,
dal momento che il nucleo di ogni cellula è un punto di luce.
Il padre degli studi moderni sul cervello, Santiago Ramòn y
Cajal, descriveva le cellule nervose come «le misteriose farfalle
dell'anima, il cui battito d'ali potrebbe forse un giorno chiarire il
segreto della vita mentale».
La comprensione implica la grande capacità
di amare serbando un distacco personale, che non è separatività, senso
d'isolamento e di superiorità. In altre parole, comprendere, decentra da
se stessi come fulcro di ogni riferimento. La comprensione intuitiva è
sempre spontanea (il femminino in noi), mentre il ragionamento (il
mascolino in noi) che interviene nell'analisi di quanto percepito, non è
attività dell'intuito.
L'amore che nasce dallo sviluppo
dell'intuizione è una forma di empatia così intensa, che le barriere, le
critiche e la separatività scompaiono. L'affetto e l'amorevolezza nella
loro forma più pura si palesano come conseguenza, generati da qualcosa
di più profondo. Un'inclusività della vita e delle necessità di tutti
gli esseri, in ogni regno di natura.
Arrivando così all'oggetto della nostra analisi, un metodo
che consente lo sviluppo dell'intuizione è lo studio e l'interpretazione
dei simboli.
I simboli sono le forme esterne e visibili di realtà
spirituali interiori e la facoltà di scoprire la realtà occulta di ogni
forma specifica è di per sé indice del risveglio dell'intuito.
Lo studio dei simboli produce tre effetti:
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il primo è lo sviluppo della facoltà di cogliere la realtà soggettiva, penetrando oltre la forma;
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il secondo è quello d'integrare anima-mente-cervello e fatto ciò, permettere l'afflusso dell'intuizione;
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il terzo consiste nell'aumento della
tensione di certe zone inattive del cervello, risvegliando le cellule ed
i centri energetici della testa.
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Il concetto sottostante ad ogni simbolo è sempre sintetico e
lo si coglie dall'esame accurato delle sue parti. È opportuno continuare
a perseverare nell'analisi finché non si giunga ad esprimere il
significato, sintetizzandolo in una sola idea o nome.
I simboli vanno studiati in tre modi: exotericamente, concettualmente ed esotericamente.
La lettura exoterica prevede lo studio
della forma nel suo insieme, le linee, il significato numerico, nonché
le forme parziali, ovvero la disposizione di cubi, triangoli o stelle ed
i loro mutui rapporti.
Il primo contatto con il simbolo, dovrebbe mettere il
ricercatore nella condizione di percepire la qualità, la natura della
realtà velata dalla forma e in certa misura identificarsi con essa.
Questa che è la lettura simbolica, necessita di una conoscenza exoterica
di base, che consenta a chi legge di capire, per esempio, che uno o più
triangoli esprimono la Trinità o una serie di triplicità nel macro o
nel microcosmo; che dove si incontrano le linee convergenti di qualsiasi
simbolo, e dove esse si incrociano numerose, quello è un punto di forza
e di luce, un punto focale dove la mente può penetrare.
Una volta esaminata la forma si osserva l'effetto che il
simbolo suscita su se stessi, in termini di sentimento, aspirazione,
sogno.
Vi è poi lo studio concettuale del simbolo che implica il raggiungimento: dell'idea sottostante, espressa dal nome, che indica l'intento superiore ed astratto; del senso che affiora dalla meditazione, che indica il fine espresso in termini di mente concreta; del significato essenziale, integro o parziale, che rivela una qualità emotiva e potrebbe essere il desiderio che suscita in noi.
A questa fase segue la comprensione esoterica,
ovvero il riconoscimento sintetico, l'idea essenziale del simbolo. Si
tratta di osservare l'effetto che produce in noi l'energia del simbolo,
la qualità della vibrazione suscitata, in un centro energetico, nella
nostra sfera emotiva o solo nella mente.
Potremmo riassumere l'analisi di un simbolo nelle seguenti fasi:
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esame exoterico: linea, forma, colore;
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comprensione della sua qualità emotiva come risposta sensitiva all'influsso della sua natura;
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considerazione concettuale dell'idea celata dalla forma, del significato intellettuale che il simbolo trasmette;
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percezione sintetica del suo proposito, il posto che occupa in un certo ordine manifesto, il suo vero intento unitario;
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identificazione con la qualità e lo scopo del simbolo illuminato dalla mente “salda nella luce”.
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Quest'ultimo stadio è sia mentale che cerebrale.
Gli sviluppi che lo studio dei simboli implica, sono essenzialmente tre:
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l'analisi, con un progresso della consapevolezza fino ad includere l'intero campo che il simbolo comprende;
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una percezione intuitiva dei simboli;
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l'uso dei simboli sul piano fisico,
con il giusto adattamento ad un fine noto e determinato, il che
magnetizza il simbolo con la qualità necessaria perché l'idea si
manifesti assumendo una forma fisica adeguata.
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Va aggiunto che non esiste un'interpretazione fissa di nessun
simbolo, poiché esso avrà per ognuno un significato particolare, in
relazione alla capacità di penetrarlo. Una mancanza d'interesse per i
simboli presuppone una scarsa capacità d'interpretare le forme di vita
ed il loro significato. D'altro canto, un eccessivo interesse accademico
può presupporre una mente tortuosa e complessa, che ama il disegno e la
linea, la forma e i rapporti numerici, a scapito del suo significato
essenziale.
Equilibrare nella mente forma e concetto, espressione e
qualità, segno e significato, è d'importanza vitale per lo sviluppo del
ricercatore.
Nello studio concettuale dei simboli la coscienza è
polarizzata nel corpo mentale e non è richiesto il tentativo di contatto
con l'anima o Ego, o di coinvolgerlo. Ecco la distinzione tra la
seconda fase di esame dei simboli e l'usuale meditazione. Questa seconda fase concerne l'arte della visualizzazione.
Acquisita familiarità con l'aspetto forma del simbolo, se ne
conosce bene il contorno; sappiamo che una particolare combinazione di
linee rappresenta una data idea o verità, o un insegnamento. Ciò è
impresso nel cervello che attinge alle riserve della memoria. Registrare
antiche nozioni e conoscenze riguardo alle figure contenute in un
simbolo serve ad elevare la coscienza al piano mentale e a focalizzarla
nel mondo delle idee. I concetti esistono sui livelli concreti del piano
mentale; sono eredità mentale disponibile per giungere al significato e
all'essenza. Forse ora è più chiara l'espressione «ogni simbolo offre all'occhio consapevole la reminiscenza dell'idea posta a suo fondamento»
È un'antica verità quella espressa da Plutarco, quando disse
che «un'idea è un Essere incorporeo che non sussiste, ma che dà aspetto e
forma alla sostanza informe ed è la causa della sua comparsa».
Questo significa far vivere un simbolo ed è il vero
esoterismo; in effetti, man mano che ci si interiorizza passando dalla
forma alla natura dell'idea motivante, si scopre un campo di idee
analoghe cui appartiene quella velata dal simbolo. Allora, ci si muove
liberamente, nel campo di idee correlate e di mutua esplicazione.
S'impara a riconoscere idee e concetti dietro ogni forma; si pensano con
chiarezza, si scopre dove conducono e la loro funzione nella
manifestazione.
Fonte: http://www.esonet.it/
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